Mario Raciti
Mario Raciti

Biografia
 Dopo gli studi in giurisprudenza e due anni di pratica legale, spinto da “una necessità potente” decide di intraprendere la strada della pittura nonostante le profonde perplessità del padre . Sarà uno zio mercante di pittura figurativa a commissionargli i primi quadri ispirati a Filippo De Pisis e Angelo Del Bon. La lettura, la poesia, la scrittura che lui stesso pratica ma anche la musica classica (frequenta assiduamente il Teatro Alla Scala fin dai tempi di Maria Callas e Wilhelm Furtwängler) sono dei leitmotiv che guidano la formazione intellettuale dell’artista fin dall’adolescenza . Comincia a farsi notare alle prime mostre già dal 1951 . Nei primi anni sessanta si interessa ai simbolisti astratti come Arshile Gorky e Osvaldo LiciniAlberto Giacometti e gli americani che orbitano al Salone Annunciata. Nel 1966 anche il giovane Giorgio Marconi, amico di studi che inizia in quegli anni la sua avventura di mercante, lo presenta nella sua appena nata galleria “Studio Marconi” (oggi Studio Marconi ’64 - Fondazione Marconi), uno dei luoghi di riferimento dell’arte italiana in cui si svilupparono tra gli altri Enrico Baj, Lucio Del Pezzo, Emilio Tadini, Gianfranco Pardi , collaborazione in mostre collettive che continuerà anche nel 1976, nel 1988 e nel 2002 . Antonio Mazzotta, collezionista e ideatore dell’omonima Fondazione, rimane folgorato dalle opere di Raciti e stipula un contratto con l’artista . Successivamente altri noti collezionisti lo includeranno tra le loro raccolte come Gianfranco Ferrè e Carlo Jucker a Milano , come il Gruppo Euromobil- fratelli Lucchetta,come Domenico Talamoni e Giuseppe Merlini.

Nel 1964 la Galleria Il Canale di Venezia allestisce la sua prima personale, qui conosce Giuseppe Marchiori, scopritore di Osvaldo Licini e critico d’arte considerato con Lucio Fontana l’iniziatore del Movimento Spazialista nel 1946 e che fu a Venezia il fulcro aggregativo da cui poi si sviluppò il movimento con Giuseppe Capogrossi, Tancredi Parmeggiani, Virgilio Guidi, Gianni Dova, Emilio Vedova e altri. A Milano Marco Valsecchi, storico critico d’arte si interessa fortemente al suo lavoro, come Roberto Sanesi e Alberico Sala. In quel periodo Mario Raciti frequenta i poeti e critici d’arte Renzo Modesti, Basilio Reale e Cesare Vivaldi. Dal 1968 collabora con la Galleria Morone 6 di Enzo Spadon che organizza 8 personali dell’artista in tutta Italia. In questi anni molto prolifici e di grande intensità collabora a Milano con importanti galleristi. Ricordiamo il Salone poi Centro d’Arte poi Spazio Annunciata, la Galleria Bergamini, la Galleria Solferino, la Galleria San Fedele, la Galleria San Carlo, la Galleria Falchi, l’Ars Gallery, la Galleria Manzoni, lo Spazio Elm a Roma la Galleria Contini, Editalia poi Edieuropa, lo Studio Reggiani e la Galleria Giulia, Il Bulino a Torino La Bussola, la galleria Weber e la Galleria Peola, a Genova la Galleria Rotta, la Galleria Rafanelli e la Galleria La Polena, a Favaro Veneto Le Gallerie Orler. Nel 2008 diventa membro dell’Accademia Nazionale di San Luca in Roma (attuale presidente Carlo Lorenzetti), che comprende tra i soci i nomi più importanti dell’arte contemporanea italiana. Socio Artista della Società per le Belle Arti e Esposizione Permanente di Milano. Espone in tutta Italia e all’estero in sedi istituzionali e private. In questo elenco non si nominano le gallerie all’estero (Francoforte, Graz, Huston, Parigi, Auvernier, Monaco di Baviera, Anversa…) e in altre città italiane.

Le sue opere sono conservate nelle collezioni permanenti del MART Museo di Rovereto (Donazione Damiano e depositi del Museo), al Museo della Permanente di Milano - Civiche Raccolte d’Arte di Milano, Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce di Genova, Galleria d’Arte Moderna di Modena, CSAC di Parma, al Museo di Conegliano, al Museo Civico di Maccagno, al Museo Civico di Vicenza (Donazione Ghiotto) al Museo del Novecento di Milano (Donazione Jucker) alla Fondazione Banca Intesa Sanpaolo - Gallerie d’Italia di Milano,al MAGA di Gallarate,alla Galleria d’Arte Moderna di Arezzo, al MAMBO Museo di Arte Contemporanea di Bologna.Ha esposto in circa 120 personali in sedi istituzionali e accademiche e private.

 

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