Gerard Schneider
Gerard Schneider

Biografia
 Gerard Schneider nasce il 28 aprile 1896 in Svizzera, a Sainte-Croix, rue des Beaux Arts. 

Trascorre la sua infanzia a Neuchatel dove suo padre svolge l'attività di ebanista e di antiquario. Nel 1910 si iscrive al corso di pittura di Alfred Blailé e si dedica alla decorazione. Nel 1916 é ammesso all'Ecole des Arts Décoratifs di Parigi. Il suo professore, Paul Renouard, incoraggia il suo lavoro. 
Nel 1918 entra nell'atelier di Cormon all'Accademia di Belle Arti. Frequenta assiduamente il Musée du Luxembourg, allora Musée National d'Art Moderne. Nel 1926 espone per la prima volta al Salon d'Automne, frequenta il milieu musicale parigino e nel 1928 nasce sua figlia Janine mentre nel 1934 muore la moglie Marguerite. 
Nel 1936 espone cinque tele al Salon des Surindépendants, opere apprezzate dalla critica de La Revue Moderne. Nel 1937 si interessa al pensiero dei surrealisti, ne coglie da vicino la natura. La sua paletta s'adombra, il nero assume una grande importanza. Scrive alcuni poemi, espone tre tavole al Salon des Surindépendants. Si lega in amicizia con il pittore Luis Fernandez e fa la conoscenza dei pittori e poeti surrealisti Dominguez, Eluard e Hugnet. 
Nel 1938 i titoli delle sue opere non si ispirano più alla realtà: le tre tele inviate al Salon des Surindépendants si intitolano infatti Composition. Nel settembre 1939, allo scoppio della guerra, si mette a disposizione dell'esercito francese, ma non é chiamato. Rimane così a Parigi e lo stesso anno fa la conoscenza di Picasso. Nel 1945 il Musée National d'Art Moderne acquisisce una tela del 1944 Composition
Nel 1947 realizza la sua prima esposizione personale da Lydia Conti, dal 25 aprile al 17 maggio: tre opere sono raccolte sotto il titolo Opus 316. In dicembre espone per la prima volta delle gouaches realizzate durante un soggiorno a Gordes. 
Nel 1948 ottiene la nazionalità francese ed è invitato a partecipare alla Biennale di Venezia. Prende di volta in volta a partecipare a manifestazioni internazionali, e in quest'anno, in particolare, a: "Franzosische Abstrakte Malerei", presentata nei musei di Stoccarda, Monaco, Dusseldorf, Hannover, Amburgo, Francoforte e Wuppertal. Pubblica il suo primo testo: Pour ou contre l'Art Abstrait sulla rivista "Arts". Nel 1949 partecipa alla mostra "Painted in 1949, European and American Painters" da Betty Parsons a New York. Diviene membro del comitato Salon de Mai e vi resterà fino al 1956. Tra il 1950 e il 1952 collabora con la Galerie Louis Carré e lì espone con Hartung e LansKoy. Partecipa con Bazaine, Estève, Lanskoy, Lapicque, Soulages, e de Stael alla mostra "Advancing French Art" che Louis Carré organizza nei più importanti musei degli Stati Uniti con la collaborazione dell'American Federation of Arts. 

La Philips Gallery a Washington acquisisce una delle sue tele. Tiene tre esposizioni personali in Germania. Nel 1953 si tiene un'importante mostra al Palais des Beaux Arts di Bruxelles. Nel 1954 partecipa nuovamente alla Biennale di Venezia con tre tele di grande formato: Opus 64 B. Espone alla Galerie Galani di Parigi. Nel 1955 è presente alla prima Documenta di Kassel; firma un contratto con la Kootz Gallery di New York e nel 1956 si tiene la prima di cinque mostre alla Kootz Gallery. Una tavola entra a far parte della collezione del Museum of Modern Art di New York. Sposa Lois Frederick, giovane americana venuta a Parigi a compiere studi d'arte. Nel 1963 nasce sua figlia Laurence. Nel 1965 realizza diversi disegni e una litografia per illustrare le poesie di Eugenio Montale. Lo stesso anno, in collaborazione con la Galleria Lorenzelli, alcune opere sono presentate alla Galerie Arnaud di Parigi. Nel 1966 espone al Padiglione francese della Biennale di Venezia. E' un nuovo periodo, caratterizzato da colori eclatanti e da pennellate larghe e semplificate. 
Nel 1968 partecipa a "Peinture en France, 1900/1967", mostra organizzata da Bernard Dorival e itinerante per i musei americani e canadesi. Alcune sue opere dagli anni cinquanta e sessanta sono fatte oggetto di una retrospettiva alla Galleria San Fedele a Milano e al Centro Culturale "Antonio Rosmini" a Trento. Nel 1970 si tiene una nuova retrospettiva di cento opere alla Galleria Civica d'Arte Moderna di Torino, poi esposta in Canada al padiglione "Terre des Hommes", a Montréal. Incontra, nel 1974, il poeta ed editore Jean Orizet, che lo incoraggia a pubblicare le sue poesie. Mots au vol verrà infatti pubblicata alla fine dell'anno. Vince il Grand Prix National des Arts. Una mostra di quaranta sue gouaches percorre l'America Latina, e continuerà a circolare in Islanda e in Norvegia fino al 1976. Nel 1975 espone alla Galerie Beauborg, che l'ha preso sotto contratto. Nel 1981 si tiene la mostra "Paris-Paris" al Centre Georges Pompidou nella quale figurano alcune opere di Schneider. Nel 1983 il Musée d'Art et d'Histoire di Neuchatel apre una retrospettiva di oltre cento opere poi ospitata presso il Musée d'Art contemporain di Dunkerque. Riceve la Grande Medaillé de Vermeil de la ville de Paris. Espone una serie di grandi dipinti su carta da Patrice Trigano, al FIAC. Nel 1985 tiene diverse mostre: Kunstmesse, Basilea; Galerie Pierre Hubert, Parigi; ARCO, Madrid; Galleria Lukas, Gandia (Valencia); Galleria Italia, Alicante; Caixa de Pensions, Valencia. Nel 1986 tiene una mostra di opere recenti e di pitture su carta alla Galerie Trigano di Parigi. Si tiene inoltre una mostra intitolata "Hommage à Schneider, 75 Oeuvres de 1916/1986" presso i musei delle città di Angers, Choler, Saumur. 
Gerard Schneider muore a Parigi l'8 luglio 1986. In autunno la galleria Lorenzelli Arte di Milano gli dedica un'importante mostra in cui vengono esposte oltre duecentotrenta opere dal 1936 al 1970. 

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