Franco Grignani
Franco Grignani

Biografia
 Franco Grignani è nato nel 1908 a Pieve Porto Morone, in provincia di Pavia.

Sin dalla prima giovinezza, 18 - 20 anni, partecipa alle manifestazioni del Secondo Futurismo: numerose sono le sue presenze ai numeri unici redatti dall’associazione studenti dell’Università di Pavia “Il Torchio addominale”.

Nel 1933 Grignani è, con l’opera “Introspezione”, tra i 200 espositori nella “Grande Mostra Nazionale Futurista” di Roma, con artisti cooptati da Marinetti.

Nel 1934 partecipa, alla Galleria “Le Tre Arti” di Foro Bonaparte a Milano, alla mostra “Scelta Futuristi Venticinquenni” sottotitolata “Omaggio dei Futuristi Venticinquenni al Venticinquennio del Futurismo”. Di questo periodo della sua attività quasi tutti i dipinti sono andati perduti e dal 1935 abbandona ogni riferimento figurativo per dedicarsi , anche attraverso l’uso della macchina fotografica, alle sperimentazioni che essa gli consentiva: tutte ricerche che lo portano ad avvicinarsi alle tesi delle avanguardie astrattiste e costruttiviste.

Abbandonata la Facoltà di Matematica, scelta inizialmente, nel 1929 si trasferisce a Torino per iscriversi ad Architettura e, al termine degli studi, si trasferisce a Milano dedicandosi, come “laboratorio sperimentale”, alla progettazione di aree espositive e al graphic design, senza però trascurare la ricerca artistica, e scoprendo, in tutte queste attività, problematiche comuni alla comunicazione visiva.

Richiamato alle armi allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, gli viene affidato l’insegnamento, quale ufficiale, per un corso di avvistamento aereo e, quest’esperienza incanala la sua attività futura verso lo sperimentalismo visivo d’analisi.

Sposa, nel 1942, Jeanne Michot che lo affiancherà validamente per anni nella realizzazione di grandi campagne pubblicitarie: Pirelli, Montecatini, Zignago, Necchi e tanti altri.

Alla conclusione del conflitto, riprende la sua attività lavorativa nel graphic design, dedicando però tempo ed attenzione allo sperimentalismo artistico, indagando su aspetti tissurali, di subpercezione e flou, distorsione, moiré e induzione (1949 primi anni ’50). 

Franco Grignani ha sempre rifiutato i mezzi e gli indirizzi della pittura tradizionale e la sua opera si è svolta appartata, ma assolutamente rigorosa e coerente, analitica, significante e verificabile con le teorie della Gestaltpsychologie. La sua pittura è un immenso e variato ciclo di sperimentazione che va dalle tecniche ottiche alle matematiche spurie, senza però disgiungersi da una libertà costruttiva, sensibile e aperta a nuove intuizioni.

Ma i suoi progetti espositivi si scontrano con l’incomprensione degli operatori del settore che giudicano le sue opere una non-arte.

L’incontro con Lorenzelli gli darà la possibilità di mostrare l’esito di molte sue ricerche e di dar inizio ad una lunga collaborazione espositiva.

Le due personalità di Grignani corrono, però, parallele: sin dagli anni ’50 realizza la comunicazione per Alfieri & Lacroix, ed è art-director selezionatore e artefice degli annuari “Pubblicità in Italia” dagli inizi degli anni ’50 al 1985, crea copertine per Penguin Books. Ltd, ed è Art Director della comunicazione Dompè farmaceutici.

Sin dai primi anni ’50 è membro dell’AGI, Alliance Graphique Internationale, e dell’International Center of Typographic Art di New York, ICTA.

Nel 1957 cura la sezione grafica della Triennale di Milano.

Nel 1964, disegna il Marchio Pura Lana Vergine destinato a essere valutato, da sondaggi Internazionali, il marchio più significativo mai prodotto.

Nel 1965 è invitato, come relatore, al primo Congresso Mondiale sulla comunicazione umana, “Vision ’65” a Carbondale nell’Illinois, insieme a personalità quali Max Bill, l’architetto geodetico Buickminster-Fuller, il filosofo e sociologo Marshall MacLuhan e Roger Stevens, consigliere per le arti dell’allora Presidente Johnson.

Fa parte della giuria di Typomundus XX/2 per la selezione della grafica di Comunicazione del ‘900, è membro della giuria della Biennale de l’Affiche di Varsavia, nel 1970. Richiesto da molte Università anglosassoni, rifiuta sempre di spostarsi dall’Italia.

Nel 1967 è eletto Membro Onorario della STA, Society for Typographic Art di Chicago, e nel 1972 partecipa alla 36° Biennale di Venezia, nella sezione grafica sperimentale.

Franco Grignani, nonostante la sua ricerca appartata, è stato una delle personalità che più hanno influenzato le indagini e gli studi sulla percezione visiva e le correnti “Op” della grafica internazionale.

Nel 1975 il Comune di Milano organizza una sua antologica alla Rotonda della Besana con più di 150 opere e da quel momento in poi si dedica quasi esclusivamente all’attività artistica: il suo campo di sperimentazione spazia dalle permutazioni alle dissociazioni, alle periodiche, le psicoplastiche, le diagonali nascoste, le strutture simbiotiche e iperboliche. Si dedica ad impegnativi progetti espositivi nel 1977 in Venezuela; nel 1979 e per tutti gli anni ‘80 in Italia.

All’inizio degli anni ’90 inizia un rapporto con Arte Struktura studiando anche una serie di disegni per le edizioni d’arte della Galleria.

Nel 1980, la Nuova Accademia di Belle Arti, NABA, gli chiede di entrare a far parte dello staff docente. E’ l’inizio di una lunga esperienza di insegnamento, che si coniuga con una incessante attività di ricerca e con la realizzazione di opere dall’impianto matematico sempre più complesso.

Alla fine del 1998 una malattia degenerativa lo obbliga all’immobilità e il 20 febbraio 1999 si spegne a Milano, sua città elettiva. Tutt’ora, al NABA, un dipartimento è intitolato alla sua memoria.

 

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